LA STORIA

La ASD Celta Vino è ormai una realtà concreta nel pianeta del calcio a 5. Le imprese eroiche della società nero arancio sono di continuo interesse per tutti gli appassionati di sport della valdera e non solo.
In molti hanno preso esempio da questo nuovo modo di fare sport seguendolo come una vera e propria filosofia di vita, e questo nuovo movimento di pensiero ha fatto riconoscere in modo unanime il Celta Vino come società sportiva dell’anno in corso, qualunque esso sia.
Dobbiamo tornare un po’ indietro nel tempo per capire in che modo, in una realtà ristretta come quella perignanese, abbia potuto crescere una società di così solide fondamenta.
Tutto ebbe inizio nel lontano 2001 quando, un gruppo di ragazzi vogliosi di esprimere del buon calcio, si trovò soffocato dalla completa assenza di una società sportiva che potesse valorizzare a pieno le loro capacità tattico-atletiche.
Da qui iniziò una serie di riunioni ufficiali che portarono alla creazione dello staff dirigenziale, staff tecnico e giocatori della squadra antenata dell’attuale Celta, ovvero l’AC Pinokkio.
Tale nome fu scelto in onore al CSA Pinokkio, iniziale sede amministrativa della società, ed unico luogo dove cotanti atleti potevano perfezionare i brillanti schemi di giuoco che hanno contraddistinto le cavalcate vittoriose della squadra in tutti questi anni.
La società si iscrisse subito ad un campionato impegnativo, l’allora AICS. L’attività agonistica non iniziò però nel migliore dei modi, tant’è che le prime due partite produssero un passivo di ben 23 gol subiti e solo uno segnato. Subito la presidenza pensò ad un ritiro forzato, ma la squadra continuò il suo campionato di rodaggio arrivando incredibilmente ad una salvezza tranquilla, obiettivo inimmaginabile ad inizio campionato, ma che divenne sempre più realtà una volta appurato che non esisteva una categoria inferiore e quindi era impossibile retrocedere.
Il secondo anno iniziò molto presto, grazie ad una preparazione estiva a Rimini non indifferente, che produsse un’evoluzione del gioco ed un posizionamento nella zona media della classifica finale.
Il malumore iniziava a farsi sentire. La società che doveva portare alle luci della ribalta la realtà perignanese non decollava, e subito si iniziò a parlare di un fantomatico petroliere arabo che voleva rilevare la società. I giocatori erano allo spasmo, serviva una nuova identità, l’era del AC Pinokkio stava volgendo al termine. Nell’ estate del 2003 ci fu la svolta. La società cambiò campionato, passando ad un meno impegnativo MSP, e l’identità stessa del AC Pinokkio venne offuscata. Al suo posto nacque una nuova società traghettatrice, il Pstftrnt, avversario ostico per tutti soprattutto nella pronuncia, ma dopo una sola sfida di precampionato gli addetti del marketing capirono che ci voleva una nuova immagine per rilanciare questa società.
Le idee e i buoni propositi bollivano in pentola, ma solo dopo un settembre infuocato nacque finalmente il Celta Vino, con un nuovo look, un nuovo sprint, con quell’immagine caratterizzata da nero-arancio che ancora meraviglia i suoi tifosi, e con quel nome che fa sentire uniti tutti i suoi giocatori e tutti i suoi ultras. Il cambio di identità non produsse però i risultati sperati, la squadra si esprimeva bene ma i risultati tardavano ad arrivare, serviva un’altra stagione di basso profilo per acquisire maggiore personalità e consapevolezza nei propri mezzi. La concretezza della squadra arrivò troppo tardi per chiudere in bellezza il campionato, ma le permise di aggiudicarsi la ambitissima Coppa Blue Twist ed altre amichevoli di lusso. La stagione 2004/2005 vide finalmente il Celta piazzarsi al secondo posto, la raccolta di una semina durata fin troppo era finalmente giunta.
I potenti del calcio non videro questa nuova società di buon occhio, e l’anno seguente colpirono i nero-arancio con insensate sanzioni sportivo-giuridiche ed amministrative, culminate nell’addebito di una fantomatica panca rotta. La squadra accusò il colpo e non riuscì a riconfermarsi agli stessi livelli.
L’MSP non era più un campionato per la società perignanese. La scelta ricadde sul CSI, campionato di indubbio livello e contraddistinto da una migliore organizzazione. Il 2006 fu un anno di transizione, la società aveva la propria sede tecnica in quel di Santo Pietro e i tifosi non sentivano loro lo stadio di casa. I risultati furono una via di mezzo tra lo strapotere tecnico dei giocatori ed il mancato appoggio del sesto giocatore in campo, ovvero un posizionamento a metà classifica. L’anno seguente una nuova svolta contraddistinse il cammino dei nostri condottieri, la creazione di un nuovo stadio in Perignano. Gli ultras erano in delirio, il campionato 07/08 fu una vera e propria cavalcata trionfale. Il primo scudetto fu messo in bacheca.
La società doveva ancora fare i conti con le ambizioni dei suoi giocatori. Non bastava più una passerella trionfale al torneo estivo, le richieste aumentavano, la tensione era a livelli altissimi e nel campionato 2008/09 il sogno del Celta Vino sembrò frantumarsi in seguito ad una serie di prestazioni sotto tono, ed inevitabile contestazione dei tifosi. Dopo una stagione chiusa con una umiliante retrocessione, ed una ancor più umiliante coppa disciplina, la società non sapeva quale potesse essere il suo futuro.
Non poteva finire in questo modo, dopo 8 lunghi anni di blasone, di gioie, di giocatori che insistevano per entrare nel settore giovanile…non poteva andare così. Ci voleva un summit tecnico-dirigenziale come non si era mai visto, e in estate, dopo l’ormai celebre cena di fine stagione, venne deciso che il Celta Vino doveva risorgere come l’araba fenice.
La società è ripartita subito in grande, senza fronzoli e senza badare alle spese, con una presentazione ufficiale della squadra, nuovi partner e nuovi sponsor tecnici, ed un nuovo campionato, l’ACSI.
Il Celta Vino è tornato…….il Celta Vino non vi ha mai abbandonato.

 

... Forza CELTA VINO ...